Tina Modotti, [Uomo portafieno], 1928 c.
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Tina Modotti, [Donna portalegna], s.d.
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Tina Modotti, Hombre cargando platanos, 1927 c.
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Tina Modotti, Rotest rally 1928 c. [manifestazione di protesta]
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Tina Modotti, Elegancia y la pobreza, 1927c. [fotomontaggio]
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Tina fotografa i campesinos che leggono El Machete: sottolinea l'importanza dell'istruzione e il suo ruolo nel miglioramento sociale.
Impegno sociale in Spagna
La solidarieta' della Modotti verso gli oppressi emerge anche negli Anni Trenta, durante la guerra civile spagnola.
Esule dal Messico dal 1930, giunge dapprima a Berlino, poi raggiunge l'Unione Sovietica. Dal 1936 al 1939 e' in Spagna
dove e' dirigente del Soccorso Rosso Internazionale (SRI), ruolo che condivide con la socialista tedesca Clara Eissner Zetkin (1857-1933)
e la comunista russa Elena Dmitrivna Starsova (1873-1966). Tina, in Spagna, e' infermiera, e lavora nell'emergenza. La sua presenza e' documentata
in diverse localita': nelle Asturie (dove a Gijon esiste ancora oggi una Calle Tina Modotti), a Granada, a Madrid, a Valencia, a Malaga e in altri luoghi.
Molte volontarie del SRI la ricorderanno, successivamente, con stima e gratitudine.
In Spagna Tina scrive le sue esperienze sul giornale "Ayuda. Portavoz de la solidaridad" di cui e' redattrice e responsabile.
Cosi il poeta spagnolo, Rafael Alberti (1902-1999) ricorda la figura di Tina:
Gia' ti conoscevo, Tina Modotti
il tuo prezioso nome, la tua grazia,
l'esile, dolcissima presenza,
molto prima di vederti, d'incontrarti
In una notte di guerra, o al mattino
del sole madrileno, in quei giorni
che vedevano insorgere il Quinto Reggimento
germoglio di un'immensa spiga
che s'apriva sui campi di battaglia
Ti ho visto appena. Ma fu abbastanza
per ricordarti e capire cio' che eri:
l'umano fervore delle tue fotografie
volti malinconici del Messico, paesaggi,
quell'amore negli occhi che fissavano ogni cosa.
Tu sei viva fra tutti noi, non e' giusto
pensarti estranea a qualsiasi terra,
la tua terra e' l'aria che ci dona
la fortunosa luce del tuo esempio.
E' vero. Non sei morta. Tu non dormi
perche' hai colto il fine che speravi.
Dammi la mano, sorella, camminiamo insieme.
Oggi tu stai parlando, qui. Vieni. Ascoltiamo.
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[la pagina della Galleria: TM L'impegno sociale, e' a cura di Rosa Soravito]
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