galleria 5_Tina Modotti impegno sociale
Studio Proposte d'Arte Soravito
Via Pracchiuso 33, Udine

Progetto culturale di Gianfranco Ellero

Con il patrocinio del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia



(work in progress)

Tina Modotti Point



Tina Modotti, grande Fotografa 2

L'impegno sociale



Tina Modotti, untitled
(work in progress)

L'arte fotografica come impegno sociale

Tina Modotti scrive, "Sulla fotografia" (Mexican Folkways, 5,4 ottobre-dicembre 1929): "La fotografia,
per il fatto stesso che puo' essere riprodotta soltanto nel presente e sulla base di cio' che
oggettivamente esiste di fronte alla camera, si impone come il mezzo piu' soddisfacente per registrare
la vita oggettiva in tutte le sue manifestazioni; da cio' il suo valore documentario, e se a questo si
aggiuge la sensibilita' e la comprensione del problema, e soprattutto un chiaro orientamento sull'importanza
che deve assumere nel campo dello sviluppo storico, credo che il risultato meriti di occupare un posto
nella rivoluzione sociale, alla quale tutti dobbiamo contribuire".






Tina Modotti, Mitin, 1926



Mitin: in questa fotografia, sociale, non solo ideologica, Tina in miracolosa sintesi
rappresenta la classe dei diseredati e degli sfruttati, i campesinos messicani.
La appartenenza alla stessa classe e' rappresentata dal copricapo identico, la localizzazione
dalla forma del sombrero, la solidarieta' di classe dalla vicinanza dei cappelli, il movimento
della massa dal leggero fuori fuoco.
(da G. Ellero, Tina e gli altri Modotti).





Nel 1927, Tina, socialmente e attivamente coinvolta anche in politica, si iscrive, unitamente ad una ristretta cerchia di amici-artisti, al Partito comunista messicano.


Durante gli Anni Venti, Tina denuncia le pesanti condizioni lavorative della popolazione, in particolare gli operai e i contadini. Fotografa le assemblee dei lavoratori, le loro proteste. Ritrae la condizione femminile, apparentemente ristretta al solo ruolo di madre, e innumerevoli bambini, la maggior parte in misere condizioni. Fotografa gli emarginati. Le sue opere testimoniano la contraddizione tra l'opulenza e la dissipazione dei pochi privilegiati e la diffusa indigenza che vede sulle strade del Messico.
Secondo Vittorio Vidali (1900-1983), in un'intervista del 1983, persino la grande mostra delle opere di Tina Modotti, predisposta nel 1929 presso la Biblioteca Nacional della Universidad Nacional Autonoma de Mexico, e' un'aperta denuncia contro la disuguaglianza sociale.

Alcune fotografie, che documentano l'ambiente lavorativo del tempo:

Tina Modotti, Workers, 1924


La foto Workers appare nel catalogo "On the Art of fixing a Shadow. One hundred an fifty years of Photography" del 1989 in occasione della mostra allestita dalla National Gallery of Art di Washington, per celebrare i 150 anni della Fotografia





Tina Modotti, Untlited, Mexico 1923-29




Tina Modotti, [Uomo portafieno], 1928 c.



Tina Modotti, [Donna portalegna], s.d.
Tina Modotti, Hombre cargando platanos, 1927 c.

Tina Modotti, Rotest rally 1928 c. [manifestazione di protesta]



Tina Modotti, Elegancia y la pobreza, 1927c. [fotomontaggio]


Tina Modotti, Hombres leyendo el machete, 1924



Tina fotografa i campesinos che leggono El Machete: sottolinea l'importanza dell'istruzione e il suo ruolo nel miglioramento sociale.



Impegno sociale in Spagna

La solidarieta' della Modotti verso gli oppressi emerge anche negli Anni Trenta, durante la guerra civile spagnola.
Esule dal Messico dal 1930, giunge dapprima a Berlino, poi raggiunge l'Unione Sovietica. Dal 1936 al 1939 e' in Spagna
dove e' dirigente del Soccorso Rosso Internazionale (SRI), ruolo che condivide con la socialista tedesca Clara Eissner Zetkin (1857-1933)
e la comunista russa Elena Dmitrivna Starsova (1873-1966). Tina, in Spagna, e' infermiera, e lavora nell'emergenza. La sua presenza e' documentata
in diverse localita': nelle Asturie (dove a Gijon esiste ancora oggi una Calle Tina Modotti), a Granada, a Madrid, a Valencia, a Malaga e in altri luoghi.
Molte volontarie del SRI la ricorderanno, successivamente, con stima e gratitudine.

In Spagna Tina scrive le sue esperienze sul giornale "Ayuda. Portavoz de la solidaridad" di cui e' redattrice e responsabile.




Cosi il poeta spagnolo, Rafael Alberti (1902-1999) ricorda la figura di Tina:

Gia' ti conoscevo, Tina Modotti
il tuo prezioso nome, la tua grazia,
l'esile, dolcissima presenza,
molto prima di vederti, d'incontrarti


In una notte di guerra, o al mattino
del sole madrileno, in quei giorni
che vedevano insorgere il Quinto Reggimento
germoglio di un'immensa spiga
che s'apriva sui campi di battaglia


Ti ho visto appena. Ma fu abbastanza
per ricordarti e capire cio' che eri:
l'umano fervore delle tue fotografie
volti malinconici del Messico, paesaggi,
quell'amore negli occhi che fissavano ogni cosa.


Tu sei viva fra tutti noi, non e' giusto
pensarti estranea a qualsiasi terra,
la tua terra e' l'aria che ci dona
la fortunosa luce del tuo esempio.


E' vero. Non sei morta. Tu non dormi
perche' hai colto il fine che speravi.
Dammi la mano, sorella, camminiamo insieme.
Oggi tu stai parlando, qui. Vieni. Ascoltiamo.

[la pagina della Galleria: TM L'impegno sociale, e' a cura di Rosa Soravito]
precedente